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Scrivere oggi della Giornata mondiale del rifugiato sconta un sentimento di angoscia che ha bisogno di essere eliminata. Abbiamo più volte sottolineato, anche su questo blog, il disinteresse collettivo verso problematiche così gravose, quasi a nulla è valsa la politica europea di accoglienza per il rialzare il "morale" di un'Europa statica.

Gli accordi con la Turchia, per sedare le pressioni delle migrazioni verso la Grecia e verso l’Italia lasciano strascichi di incertezza sulla garanzia della tutela dei diritti umani. Ma la cosa che spaventa, rende sempre insicuri, sono i dati impietosi davanti una catastrofe annunciata.

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Stragi americane. La Costituzione, le lobby, la politica

Marcia a Washington per il controllo delle armi, 2013 (foto: Slowking4, Wikipedia)

Domenica un cittadino americano di origini afghane è entrato in un locale gay con un'arma d'assalto uccidendo 50 persone e ferendone 54. L'assassino aveva più volte espresso simpatie per i terroristi islamici. L'ISIS ha rivendicato l'attentato. L'ultimo massacro è stato compiuto poche ore dopo l'omicidio di una star della musica poco più che ventenne e pochi mesi dopo la strage di San Bernardino in cui due coniugi di origini pakistane uccisero 14 persone e ne ferirono 17.
L'accaduto è diventato subito tema di campagna elettorale con Donald Trump che ha nuovamente rilanciato l'idea di vietare ai musulmani l'ingresso nel paese ed ha nuovamente accusato l'establishment di esercitare una leadership troppo debole. Hillary Clinton da parte sua ha ribadito di non voler negare l'esistenza del terrorismo islamico ma ha anche detto che negli Stati Uniti bisogna cambiare la legge sulla circolazione delle armi.

Non più tardi di un mese fa, aveva detto che Bonucci sarebbe rimasto e diventato il futuro capitano della Juve, ma stavolta Massimiliano Allegri è convinto di sapere come andrà: «Non ho paura che Dybala vada via». Il Barca ha iniziato la corta, ma il numero 21 bianconero non cambierà casa, anche  se Neymar dovesse andare al Psg . Di certo, stasera a New York, alla mezzanotte italiana, l’argentino e il brasiliano saranno avversari. L’allenatore bianconero è convinto che sarà il primo passo di un’altra grande stagione. Come, del resto, è stata quella scorsa, come vuole ricordare: «Mi spiace che la Juventus sia stata screditata dopo la finale, perché io dico che ha fatto una grande stagione». Dunque, si aspetta tanto anche adesso: «La squadra è rimasta la stessa per dieci undicesimi, e in più sono arrivati giocatori importanti, come Douglas Costa, Szczesny e De Sciglio».

Poche parole su Bonucci, con l’intenzione di  non raccogliere alcuna polemica : «Leonardo ha fatto una scelta e l’ha comunicato alla società. Spesso succede che nel calcio uno cambi: altri motivi non ci sono».

Nella capitale Banja Luka, le celebrazioni hanno caratterizzato l’intera giornata del 9 gennaio, con lo scopo di ostentare la presunta dimensione statuale della RS. L’evento clou è stato la parata civile-militare a cui hanno partecipato corpi della polizia armati, veterani di guerra, protezione civile, pompieri, club sportivi, associazioni studentesche, persino i  dipendenti delle Poste .

Ma è ancora prima della parata che è avvenuto l’episodio più controverso. Un’unità dell’esercito statale, il 3º reggimento di fanteria composto da membri della Republika Srpska, ha partecipato alla cerimonia rendendo gli onori a Mladen Ivanić, membro serbo della Presidenza collettiva statale.

Secondo la stampa di Sarajevo, nonché l’insieme dei partiti bosgnacchi e civici, la partecipazione del reggimento è stata una forzatura di Ivanić, senza autorizzazione del ministero della Difesa e all’insaputa degli altri organi statali. Costituirebbe, dicono alcuni, un vero  colpo di stato in miniatura . Dalla Croazia, la presidente Grabar-Kitarović ha definito la celebrazione come “un falso”, “un mito”, “una provocazione”. Dodik ha risposto invocando la dissoluzione dell’esercito statale e la ricostituzione di quello della RS, anteriore alla riforma dei primi anni Duemila (quest’ultima, comunemente ritenuta uno dei pochi esempi positivi dell’integrazione post-Dayton).